giovedì 6 dicembre 2012

Il pungente odore del Natale

Le sensazioni che sento, i sentimenti che provo, i brividi...!!! L' indifferenza, l' intensità d alcuni contrapposta all' altra invece che così blanda..... Nn tanto per questo, ognuno d' altronde "sala" la vita come puole, come vuole. Quanto però infatti per lo scoprire e riscoprirne l' univocità, in modo sovente e maniera pedante, coscientemente senziente, colpevolmente fintotontante.. Ciò nonostante: sorprendendomene sempre come fosse la prima volta, così ingenuamente. Ma io sono quel che sono e le cose è così che stanno...

giovedì 22 novembre 2012


" Ballata Stonata, d'Amore. "

martedì 13 novembre 2012

Essere in grado di "dare un senso alla propria vita" secondo me significa avere la capacità oggettiva e trovare sempre il giusto spirito per riuscire a trasformare ogni tipo di situazione si presenti ed esperienza di sorta che si affronti, in un' appagante e godereccia scopata.
Adoro il mio essere perduto.....la mia sostanza imperfetta. P. Neruda

SCRITTO SULLA SABBIA

Che il bello e l'incantevole Siano solo un soffio e un brivido, che il magnifico entusiasmante amabile non duri: nube, fiore, bolla di sapone, fuoco d'artificio e riso di bambino, sguardo di donna nel vetro di uno specchio, e tante altre fantastiche cose, che esse appena scoperte svaniscano, solo il tempo di un momento solo un aroma, un respiro di vento, ahimè lo sappiamo con tristezza. E ciò che dura e resta fisso non ci è così intimamente caro: pietra preziosa con gelido fuoco, barra d'oro di pesante splendore; le stelle stesse, innumerabili, se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi - effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima. No, il bello più profondo e degno dell'amore pare incline a corrompersi, è sempre vicino a morire, e la cosa più bella, le note musicali, che nel nascere già fuggono e trascorrono, sono solo soffi, correnti, fughe circondate d'aliti sommessi di tristezza perché nemmeno quanto dura un battito del cuore si lasciano costringere, tenere; nota dopo nota, appena battuta già svanisce e se ne va. Così il nostro cuore è consacrato con fraterna fedeltà a tutto ciò che fugge e scorre, alla vita, non a ciò che è saldo e capace di durare. Presto ci stanca ciò che permane, rocce di un mondo di stelle e gioielli, noi anime-bolle-di-vento-e-sapone sospinte in eterno mutare. Spose di un tempo, senza durata, per cui la rugiada su un petalo di rosa, per cui un battito d'ali d'uccello il morire di un gioco di nuvole, scintillio di neve, arcobaleno, farfalla, già volati via, per cui lo squillare di una risata, che nel passare ci sfiora appena, può voler dire festa o portare dolore. Amiamo ciò che ci somiglia, e comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia H. Hesse
Ho sognato di fare un intervista a Dio...."ti piacerebbe intervistarmi??" Dio mi domandò..."se ne hai il tempo" dissi io...Dio sorrise..."il mio tempo è l'eternità, comunque, cosa vuoi sapere??..eee non so..cosa ti sorprende dell'umanità??..pensate con ansia al futuro dimenticando il presente, cosicchè non vivete, nel nel presente, ne il futuro..vivete la vita come se non doveste morire mai, e morite come se non aveste vissuto mai, vi stancate presto di essere bambini, avete fretta di crescere e poi vorreste tornare bambini, perdete la salute per guadagnare i soldi, e poi usate i soldi per recuperare la salute "...le mani di Dio presero le mie, e restammo in silenzio per un po'....poi gli chiesi "Padre,che lezioni di vita desideri che i tuoi figli imparino??"..Dio sorrise e poi rispose..."imparino che non possono costringere nessuno ad amarli, quello che possono fare è lasciarsi amare, imparino che ciò che vale di più non è quello che hanno nella vita, ma che hanno la vita stessa..imparino che non è bene paragonarsi agli altri, imparino che una persona ricca non è quella che ha di più, ma è quella che si accontenta dell'essenziale, imparino che bastano pochi secondi per aprire profonde ferite nelle persone che si amano, e ci vogliono molti anni per sanarle, imparino a perdonare praticando il perdono, imparino che ci sono persone che li amano profondamente, ma che non sanno come esprimere o mostrare i loro sentimenti, imparino che due persone possono vedere la stessa cosa in due modi differenti, imparino che non è sempre sufficiente essere perdonati dagli altri, però sempre bisogna imparare a perdonare se stessi, e imparino soprattutto che io sono sempre qui, sempre..." A. Baricco

letterina di natale

Vorrei che il 21 dicembre 2012 portasse davvero la fine del mondo, la fine del mondo delle falsità e delle menzogne, che siano esse piccole o grandi, utili od inutili, a fin d bene oppure a pro dei propri interessi o della collettività..... ...è questo il mondo che vorrei che finalmente finisse e che finisse in maniera naturale, senza considerarle privazioni o costrizioni d sorta, in maniera automatica, la stessa naturalezza con la quale alcune persone che aprendo bocca nn hanno altra scelta che dire la verità, come unica ed inequivocabile e che altrettanto naturalmente ne accettano e ne pagano le conseguenze.... io vivo nel rispetto del prossimo e anche d quello successivo, nn riesco proprio a capire d cos'è che dovrei vergognarmi al punto d dover mentire. se è la verità invece quella che nn vi piace e che nn volete sentire, allora forse dovreste ponderare meglio le domande che v'escan dal c..o! ehm.... dalla bocca....!!! e scusate se scoro...!!
A voi, che inculcate nei bambini il concetto di Peccato, voi che vorreste decidere di chi devo innamorarmi, voi che volete impedirmi di avere un figlio, voi che volete decidere addirittura della mia vita. A voi, do una notizia sconvolgente: nessuna vergine, nessun angelo vi sta aspettando. Solo vermi, come voi. E.Ferrini - L'Epigono del Sinedrio
la materia brucia la passione per la vita, parole inutili...futili...che le porta via il tempo abbi fede in te, perche'solo con te rimmarrai... I. Gronchi

mercoledì 22 agosto 2012

a Carl Solomon

I Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia, morir di fame isteriche nude, trascinandosi per le strade negre all'alba in cerca di una dose rabbiosa, hippie dalla testa d'angelo bruciare per l'antica paradisiaca connessione alla dinamo celeste nel macchinario della notte, che la povertà e gli stracci e gli sguardi spenti e lo sballo innalzarono fumando nella sovrannaturale oscurità di appartamenti ad acqua fredda galleggiando oltre le vette di città contemplando il jazz, che mostrarono i loro cervelli spogli al Paradiso sotto l'El e videro angeli Maomettani barcollare sui tetti dei condomini illuminati, che attraversarono università con occhi freddi raggianti allucinando l'Arkansas e la tragedia della luce di Blake in mezzo ai dottori della guerra, che furono espulsi dalle accademie per pubblicare odi oscene e pazze sulle finestre del cranio, che si rannicchiarono in stanze non rasate in mutande, bruciando i loro soldi nel cestino ed ascoltando il Terrore oltre la parete, che furono beccati nelle loro barbe pubiche a Laredo tornando con una cintura di marijuana per New York, che mangiarono fuoco in hotel di vernice o bevvero acquaragia a Paradise Alley, la morte, o purgarono i loro torsi notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi ad occhi aperti, alcool e cazzo e palle infinite, incomparabili strade cieche di lampo e nube vibrante nella mente saltando verso i poli di Canada e Paterson, illuminando tutto l'immobile mondo del Frattempo, solidità di Peyote di saloni, albe cimiteriali da albero verde del giardino posteriore, ubriachezza da vino sui tetti, quartieri da vetrina di semafori lampeggianti al neon di auto rubate da sfattoni, vibrazioni d'albero e sole e luna nei ruggenti crepuscoli invernali di Brooklyn, castronerie da posacenere e gentile re luce della mente, che si incatenarono alla metro per la corsa infinita da Battery al sacro Bronx fatti di benzedrina finché il rumore di ruote e bambini li faceva cadere vibrando con le bocche crollate e picchiati privi di cervello prosciugati del talento nella deprimente luce di Zoo, che affondarono tutta la notte nella luce sottomarina di Bickford usciti galleggiando e sedettero tutto il pomeriggio di birra stantia nella desolazione di Fugazzi, ascoltando lo scricchiolio del destino al jukebox all'idrogeno, che parlarono continuamente per settanta ore da parco a casa a bar a Bellevue a museo al Ponte di Brooklyn, un battaglione perduto di conversatori platonici saltando giù dalla predella di porte anti-incendio da davanzali dell'Empire State fuori dalla luna, chiacchiericciando gridando vomitando sussurrando fatti e ricordi ed aneddoti e calci nelle pupille e shock di ospedali e prigioni e guerre, interi intelletti evacuati in perfetta rimembranza per sette giorni e notti con occhi brillanti, carne per la Sinagoga gettata sulla strada, che svanirono nel nulla Zen New Jersey lasciando una scia di ambigue cartoline dell'Atlantic City Hall, soffrendo febbri orientali e trita-ossa di Tangeri ed emicranie della Cina in crisi d'astinenza nella stanza senza mobili di Newark, che vagarono e vagarono a mezzanotte lungo i binari chiedendosi dove andare, ed andarono, senza lasciare cuori spezzati, che accesero sigarette in vagoni merci vagoni merci vagoni merci baccagliando nella neve verso fattorie solitarie nella notte nonna, che studiarono Plotino Poe San Giovanni della Croce telepatia e cabala bop perché i cosmi vibravano istintivamente sotto i loro piedi in Kansas, che vagarono solitari per le strade dell'Idaho cercando angeli indiani visionari che fossero angeli indiani visionari, che pensarono di essere solo pazzi quando Baltimora luccicò in un'estasi sovrannaturale, che saltarono in limousine col Cinese di Oklahoma dietro l'impulso della pioggia di paese da lampione di mezzanotte invernale, che si sdraiarono affamati e solitari per Houston cercando jazz o sesso o zuppa, e seguirono lo Spagnolo brillante per disquisire di America ed Eternità, un'impresa disperata, e così si imbarcarono per l'Africa, che sparirono nei vulcani del Messico lasciandosi alle spalle nient'altro che l'ombra di salopette e la lava e cenere di poesia sparsa nella Chicago focolare, che riapparvero nella West Coast investigando l'FBI in barbe e short con grandi occhi pacifisti sexy nella loro pelle scura distribuendo foglietti incomprensibili, che si marchiarono le braccia con le sigarette protestando contro la narcotica foschia tabagista del Capitalismo, che distribuirono volantini Supercomunisti in Union Square piangendo e spogliandosi mentre le sirene di Los Alamos li abbatterono urlando, e urlando abbatterono Wall, e anche il traghetto di Staten Island urlava, che ruppero in pianto in palestre bianche nudi e tremando di fronte al macchinario di altri scheletri, che morsero sul collo investigatori e strillarono di piacere nelle volanti per non aver commesso altro crimine se non la loro selvaggia pederastia culinaria ed intossicazione, che urlarono in ginocchio nella metro e furono trascinati giù dal tetto sventolando genitali e manoscritti, che si lasciarono far fare il culo da santi motociclisti, e strillarono di piacere, che succhiarono e si fecero succhiare da quei serafini umani, i marinai, carezze d'amore Atlantico e Caraibico, che chiavarono di mattina di sera in giardini di rose e l'erba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro sperma liberamente a chiunque venisse, che singhiozzarono senza sosta cercando di sghignazzare ma finirono col piangere dietro un separé in un Bagno Turco quando l'angelo biondo e nudo venne a trafiggerli con una spada, che persero i loro amanti per le tre vecchie arpie del fato l'arpia orba del dollaro eterosessuale l'arpia orba che ammicca fuori dal ventre e l'arpia orba che fa nient'altro che star seduta sul culo e taglia i fili d'oro intellettuali del telaio dell'artigiano, che copularono estatici e non satolli con una bottiglia di birra un cuoricino un pacchetto di sigarette una candela e caddero dal letto, e continuarono sul pavimento e giù per la sala e finirono svenuti sul muro con una visione della figa suprema e vennero eludendo l'ultima sborrata di coscienza, che addolcirono le fesse di un milione di ragazze che tremavano al tramonto, ed avevano gli occhi rossi al mattino ma si prepararono ad addolcire la fessa dell'alba, chiappe lampanti sotto i granai e nude nel lago, che uscirono a troieggiare per il Colorado in miriadi di auto notturne rubate, N.C., eroe segreto di queste poesie, cazzaro ed Adone di Denver - gioiamo al ricordo delle sue innumerevoli chiavate con ragazze in parcheggi vuoti e cortili di tavole calde, file cadenti di cinematografi, in caverne sulle vette dei monti o con cameriere secche nei sollevamenti di panciotti solitari familiari lungo le strade e specialmente nei solipsismi segreti di gabinetti di benzinai, e anche in vialetti di paese, che si spensero in vasti sordidi film, furono cambiati in sogni, si svegliarono in un'improvvisa Manhattan, e si alzarono fuori dai postumi da sbornia di sotterranei con Tokay senza cuore ed orrori dei sogni ferrei della Terza Strada ed inciamparono agli uffici di collocamento, che camminarono tutta la notte con le scarpe piene di sangue sui moli di neve ammucchiata aspettando che una porta ad East River si aprisse su una stanza piena di vapore caldo ed oppio, che crearono grandi drammi suicidi sugli appartamenti a strapiombo sull'Hudson sotto il faro blu bellico della luna e le loro teste saranno coronate d'alloro nell'oblio, che mangiarono lo stufato d'agnello dell'immaginazione o digerirono il granchio sul fondo fangoso dei fiumi di Bowery, che piansero per il romanticismo delle strade con i carrelli pieni di cipolle e brutta musica, che si sedettero in scatole respirando al buio sotto il ponte, e si alzarono per costruire clavicembali in soffitta, che tossirono al sesto piano di Harlem coronati dalle fiamme sotto il cielo tubercolotico circondati da casse arancioni di teologia, che scribacchiarono tutta la notte dondolandosi e rotolandosi su incantesimi elevati che nella mattina gialla erano strofe di stupidaggini, che cucinarono animali marci polmone cuore zampe coda borsht e tortillas sognando il puro regno vegetale, che si gettarono sotto camion di carne alla ricerca di un uovo, che buttarono i loro orologi dal tetto per dare il loro voto all'Eternità fuori dal Tempo, e sveglie caddero loro in testa ogni giorno per la decade successiva, che si tagliarono i polsi tre volte di seguito senza successo, si arresero e furono spinti ad aprire negozi d'antiquariato dove pensarono di stare invecchiando e piansero, che furono bruciati vivi nei loro innocenti abiti di flanella in Madison Avenue tra esplosioni di versi plumbei e lo scalpitio intanicato dei reggimenti ferrei della moda ed gli strilli alla nitroglicerina delle checche della pubblicità ed il gas mostarda di sinistri editori intelligenti, o furono investiti dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta, che saltarono dal Ponte di Brooklyn questo è successo davvero e se ne andarono camminando ignoti e dimenticati nello spettrale caos di camion dei pompieri e vialetti alla zuppa di Chinatown, nemmeno una birra libera, che cantarono dalle loro finestre disperati, caddero dal finestrino della metro, saltarono nel lurido Passaic, balzarono su negri, piansero per tutta la strada, ballarono su bottiglie di vino rotte scalzi spaccarono dischi da grammofono di nostalgico jazz europeo anni '30 tedesco finirono il whiskey e sboccarono gridando nel water insanguinato, urla nelle orecchie e l'esplosione di colossali fischi di vapore, che corsero giù per le autostrade del passato viaggiando l'uno verso l'occhiata di Golgota-bolide solitudine-prigione dell'altro o l'incarnazione jazz di Birmingham, che guidarono attraverso la campagna settantadue ore per scoprire se io avevo avuto una visione o tu avevi avuto una visione o lui aveva avuto una visione per scoprire l'Eternità, che viaggiarono per Denver, che morirono a Denver, che tornarono a Denver ed attesero invano, che badarono Denver e si preoccuparono e rimasero soli a Denver ed infine se ne andarono per scoprire il Tempo, ed ora Denver è solatia per i suoi eroi, che caddero in ginocchio in cattedrali disperate pregando l'uno per la salvezza e la luce ed il petto dell'altro, finché all'anima si illuminarono i capelli per un secondo, che si scontrarono nelle loro menti in prigione aspettando criminali impossibili con teste d'oro ed il fascino della realtà nel cuore che cantassero dolci blues ad Alcatraz, che si ritirarono in Messico per coltivare un'abitudine, o Rocky Mount per il tenero Buddha o Tangeri per i ragazzi o il Sud Pacifico per la locomotiva nera o Harvard per Narciso per Woodlawn per la collana di margherite o la tomba, che richiesero l'accertamento della salute psichica accusando la radio di ipnotismo e furono lasciati con la loro instabilità psichica e le loro mani ed una giuria discorde, che lanciarono insalata di patate ai conferenzieri su Dadaismo della CCNY ed in seguito si presentarono sui gradini di granito del manicomio con le teste rasate e un arlecchinesco discorso sul suicidio, richiedendo lobotomia istantanea, e che invece ricevettero il concreto nulla di insulina Metrazol elettricità idroterapia psicoterapia terapia occupazionale pingpong ed amnesia, che in una protesta seriosa rovesciarono solo un tavolo da pingpong simbolico, riposandosi brevemente in catatonia, tornando anni dopo veramente calvi tranne che per un toupet di sangue, e lacrime e dita, al pazzo destino visibile dei quartieri dei pazzi paesi dell'Oriente, fetidi saloni di Pilgrim State di Rockland e di Greystone, bisticciando con gli echi dell'anima, dondolando e rotolandosi nei dolmen-reami dell'amore di solitudine-panchina di mezzanotte, sogno della vita un incubo, corpi fatti pietra pesanti come la luna, con una madre finalmente *******, e l'ultimo fantastico libro lanciato dalla finestra condominiale, e l'ultima porta chiusa alle 4 di notte e l'ultimo telefono tirato contro il muro in risposta e l'ultima stanza ammobiliata sgomberata fino all'ultimo mobile mentale, una rosa di carta gialla attorcigliata su un appendiabiti di filo nell'armadio, e perfino quell'immaginario, null'altro che uno speranzoso pezzetto d'allucinazione ah, Carl, finché non sei al sicuro io non sono al sicuro, ed ora sei davvero nella totale zuppa animale del tempo, e che pertanto corsero per le strade ghiacciate ossessionati da un improvviso lampo dell'alchimia dell'uso dell'ellissi il catalogo il metro ed il piano vibrante, che sognarono e fecero divari incarnati nel Tempo e nello Spazio attraverso immagini giustapposte, ed intrappolarono l'arcangelo dell'anima tra 2 immagini visive ed unirono i verbi elementari ed unirono il nome ed un briciolo di coscienza saltando con la sensazione di Pater Omnipotens Aeterna Deus per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa umana e starvi davanti senza parole ed intelligenti e tremanti di vergogna, rifiutati benché confessando l'anima per conformarsi al ritmo di pensiero nella sua testa spoglia ed infinita, il barbone pazzo ed angelo batté in Tempo, ignoto, e comunque fece crollare qui ciò che dovrebbe essere rimasto da dire nel tempo giunto dopo la morte, e si sollevò reincarnato nei panni spettrali del jazz nell'ombra del corno dorato della band e soffiò la sofferenza della mente nuda d'America per amore in un grido di sassofono eli eli lamma lamma sabachtani che scosse le città fino all'ultima radio con il cuore assoluto della poesia della vita squartato dai loro stessi corpi buono da mangiare mille anni. II Quale sfinge di cemento ed alluminio scoperchiò loro i crani e divorò i loro cervelli e l'immaginazione? Moloch! Solitudine! Sporcizia! Bruttezza! Posacenere ed inottenibili dollari! Bambini urlanti sotto le scale! Ragazzi singhiozzanti negli eserciti! Vecchi piangenti nei parchi! Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch senza amore! Moloch mentale! Moloch il pesante giudicatore degli uomini! Moloch l'incomprensibile prigione! Moloch la carcere senz'anima tibie incrociate e Congresso di dolori! Moloch le cui costruzioni sono giudizio! Moloch l'ampia pietra della guerra! Moloch i governi sbigottiti! Moloch la cui mente è pura macchinazione! Moloch il cui sangue è moneta corrente! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante! Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli stanno nelle lunghe strade come infiniti Geova! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere ed antenne coronano le città! Moloch il cui amore è pietra ed olio infinito! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch il cui fato è una nuvola di idrogeno senza sesso! Moloch il cui nome è nella Mente! Moloch in cui siedo solitario! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo a Moloch! Pompinaro a Moloch! Senza amore né uomo a Moloch! Moloch che mi è entrato nell'anima presto! Moloch in cui sono una coscienza senza un corpo! Moloch che mi ha spaventato fuori dalla mia estasi naturale! Moloch che abbandono! Sveglia a Moloch! Luce che scorre fuori dal cielo! Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesorerie scheletriche! capitali ciechi! industrie demoniache! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi granitici! bombe mostruose! Si spezzarono le schiene sollevando Moloch fino in Paradiso! Strade, alberi, radio, tonnellate! sollevando la città fino in Paradiso che esiste ed è ovunque attorno a noi! Visioni! presagi! allucinazioni! miracoli! estasi! giù per il fiume americano! Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intera vagonata delle stronzate sensibili! Passi avanti! sul fiume! svolte e crocefissioni! giù per la piena! Sballi! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di grida animali e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione folle! giù per le rocce del Tempo! Vera sacra risata nel fiume! Hanno visto tutto! gli occhi selvaggi! le sacre urla! Dissero addio! Saltarono dal tetto! nella solitudine! salutando! portando fiori! Giù per il fiume! nella strada! III Carl Solomon! Sono con te a Rockland dove sei più matto di me Sono con te a Rockland dove devi sentirti stranissimo Sono con te a Rockland dove imiti l'ombra di mia madre Sono con te a Rockland dove hai assassinato le tue dodici segretarie Sono con te a Rockland dove ridi per questo umorismo invisibile Sono con te a Rockland dove siamo grandi scrittori sulla stessa spaventosa macchina da scrivere Sono con te a Rockland dove la tua condizione è diventata seria ed è riportata alla radio Sono con te a Rockland dove le facoltà del cranio non ammettono più i vermi dei sensi Sono con te a Rockland dove bevi il te dei seni delle zitelle di Utica Sono con te a Rockland dove sberleffi i corpi delle tue infermiere le arpie del Bronx Sono con te a Rockland dove urli con la camicia di forza che stai perdendo la partita del vero pingpong dell'abisso Sono con te a Rockland dove picchi sul piano catatonico che l'anima è innocente ed immortale non dovrebbe mai morire senza dio in un manicomio armato Sono con te a Rockland dove altri cinquanta shock non faranno mai tornare la tua anima al suo corpo dal suo pellegrinaggio ad una croce nel nulla Sono con te a Rockland dove accusi i tuoi dottori di pazzia ed ordisci la rivoluzione socialista ebraica contro il Golgota fascista nazionale Sono con te a Rockland dove dividerai i cieli di Long Island e resusciterai il tuo vivente Gesù umano dalla tomba sovrumana Sono con te a Rockland dove ci sono venticinquemila compagni pazzi che cantano tutti insieme le ultime strofe dell'Internazionale Sono con te a Rockland dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscono tutta la notte e non ci lasciano dormire Sono con te a Rockland dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre stesse anime che rombano sopra i tetti sono venuti a lanciare bombe angeliche l'ospedale si illumina crollano muri immaginari oh magre legioni corrono fuori oh stellato shock di pietà l'eterna guerra è qui oh vittoria dimenticati la biancheria siamo liberi Sono con te a Rockland nei miei sogni cammini sgocciolando da una crociera sull'autostrada attraverso l'America in lacrime fino alla porta del mio casolare nella notte occidentale. San Francisco 1955-56

giovedì 19 luglio 2012

‎"mille volte ho pensato di cambiare ma mi sono sempre reincarnata senza di me"

martedì 24 aprile 2012

TELEPATICI

Apatici, simpatici o dispotici in sincronicità legati siam da archi mediatici bosoni o particelle in regole di fisica meccaniche quantistiche celestiche determiniamo l'ordine addendi del caos nel natural disordine di causa & effetto commisurando l'entità dei nostri gesti ne esercitiam la podestà che son funesti.

martedì 20 marzo 2012




venerdì 16 marzo 2012

Nuove essenziali novità,

indispensabili

Stati d'animo a portar via

che analizzati con sobrietà

evidenzian gli stati di polizia

quali siamo abituati/relegati

Inevitabile retaggio di una vita

ovattata e prestampata,

senza mance, nessun servizio

Relazionaggio comportamentale

d'essenziale importanza,

psico-socio-attitudinale

a parvenza lineare

Senza rischi, nella media

senza sbalzi dalla sedia

Intensità cablata

d'emozioni altrui

collaudate ed approvate

premasticate e riscaldate

altre volte anche digerite..

sopra e sotto le righe

però mai fuori del foglio

Etichettati, sz eroi nè eroine

nessun fallimento dietro quel lamento

semplicemente nn vissuto veramente.

Vite imballate, impilate nel pacco

con scritte rosse "fragile"

sopra lo stesso nominativo

sia per mittente che per destinatario

soltanto l'indirizzo è differente

così come l'importo da pagare

ricalcolato in base alle aliquote

circonvenute tra massimali

e minimi storici imponibili

del caso, del coso, del kaiser

del fato, d una fata,

dea bendata che gioca con noi

finchè abbiamo le carte e le fiches

fatina buona

proprio quella del cazzo

che poi in un lampo

con il cambio del vento

ti condanna ad affogare in un

mare di pece appena la merda

vale più del tuo respiro.

Oggi a te, domani a me

dopodomani ancora a me,

come sono fortunato...

Libertà economica calcolabile

rateizzabile e pei più furbi detraibile.

Chimica autocastrazione

subliminalmente indotta

degli istinti artificiali tollerati

coi mezzi e gli interi più idonei

selezionati

dalla macchina che alimentiamo

per vivere, sopravvivere

senza mai realizzare realmente

il potere reale che abbiamo

in realtà.

Igiene mentale quotidiana

artefizi della casta digerente

liberamente eletta tramite una

democratica dittatura legale

democraticamente approvata,

beatificata e condannata dai Media

poi perdonata, bravi cristiani,

come c'insegna il Signore

guancia dopo guancia

che è votata all'incalcolabile sacrificio

del sopportare le beghe

fisiche e mentali

delle deviazioni quotidiane

risultanti dai nostri peccati

confessati e pentiti

nel lavaggio della "fedina cristiana"

vizi a cinque stelle

doni extra lusso della natura

rivalutati economicamente

a vantaggio dell'offerta,

accessori indispensabili,

meta d chi gioca alla "vita",

che c elevano da disadattati

al rango di inseriti

dandy provinciali

figli della tv e dell'happy hours

adottati da internet,

e dal Grande Fardello,

quel popò d tegame...!!!!!!!!!

domenica 11 marzo 2012

I nuovi clichè...

Nuove essenziali novità, indispensabili
stati d'animo a portar via
che analizzati con sobrietà
evidenzian gli stati di polizia
quali siamo abituati/relegati
inevitabile retaggio di una vita
ovattata, prestampata
senza mance, nessun servizio
relazionaggio comportamentale
essenziale, psico- socio-attitudinale
lineare, senza sbalzi
nella media, senza rischi
d'emozioni altrui riscaldate
premasticate, anche digerite
etichettati, sz eroi e nessun fallito
semplicemente nn vissuto.
vite imballate, nel pacco
con scritte rosse "fragile"
sopra lo stesso nominativo
sia per mittente che destinatario
soltanto l'indirizzo è differente
così come l'importo da pagare
ricalcolato in base alle aliquote
circonvenute tra i massimali
del caso, del fato, d una fata,
dea bendata che gioca con noi
finchè abbiamo le carte e le fiches
condanna ad affogare in un
mare di pece appena la merda
vale più del tuo respiro.
Oggi a te, domani a me
dopodomani ancora a me,
come sono fortunato...
Libertà economica calcolabile
rateizzabile e per i furbi detraibile.
Chimica autocastrazione
subliminalmente indotta
degli istinti artificiali tollerati
dalla macchina che alimentiamo
per vivere
senza mai realizzare realmente
il potere reale che abbiamo
in realtà.
Igiene mentale quotidiana
artefizi della casta digerente
liberamente eletta tramite una
democratica dittatura legale
democraticamente approvata,
beatificata e condannata dai Media
poi perdonata, bravi cristiani,
come c'insegna il Signore
guancia dopo guancia
e votata al sacrificio
incalcolabile
del sopportare le beghe
fisiche e mentali
delle deviazioni quotidiane
risultanti dai nostri
peccati confessati
e pentiti nel lavaggio
della "fedina cristiana"
vizi a cinque stelle
doni extra lusso della natura
ricalcolati economicamente
a vantaggio dell'offerta,
accessori indispensabili,
meta d chi gioca,
che c elevano da disadattati
al rango di inseriti
dandy provinciali
figli della tv,
adottati da internet,
e del glande budello,
quel popò d tegame...!!!!!!!!!